I PERCHE’ DELLA BICICLETTA A REGGIO

Di seguito alcune riflessioni di Francesco Ferraboschi, presidente di Tuttinbici, che saranno inviate alla stampa  in occasione della Settimana Europea della Mobilità.

Dal 16 al 22 settembre prossimi ritorna la Settimana Europea della Mobilità: è quindi l’occasione giusta per alcune riflessioni. Partiamo dal presupposto che la situazione del traffico e dell’inquinamento impongono che una significativa quota di spostamenti quotidiani passi dall’auto privata ad altre forme di trasporto. A tal fine, la bicicletta risulta essere il mezzo più idoneo (affiancata da mobilità condivisa e mezzi pubblici). Provo quindi a rispondere a due domande al riguardo.

Perché Reggio dovrebbe puntare sulla mobilità ciclistica? 

La dispersione urbanistica della città, fa sì che l’unico mezzo che può raggiungere capillarmente ogni angolo della città in modo sostenibile sia la bicicletta. Quantunque rappresenti un miglioramento rispetto ai mezzi a combustione fossile, l’auto elettrica, da molti indicata come la soluzione, non risolve il gravoso problema del traffico, e neanche completamente quello dell’inquinamento (un’alta percentuale delle polveri sottili è prodotta dall’usura di asfalto, gomme e freni); non risolve il problema della sicurezza stradale,  né quello dell’occupazione e della vivibilità dello spazio pubblico; inoltre non risolve il problema del consumo di suolo (nuove strade) causato dal circolo vizioso: + auto + strade + auto; e, a livello più globale, non risolve il problema del consumo delle risorse (per la produzione di batterie e componentistica).

Invece, a favore della mobilità ciclistica depongono anche la conformazione del nostro territorio, pianeggiante, quindi ideale per lo sviluppo del ciclismo urbano; il fatto che sia lo strumento che meglio consente di ottenere risultati sul fronte dell’inquinamento nel breve-medio termine; e l’importante bagaglio di competenze e cultura ciclistica acquisite dalla nostra città, soprattutto nel recente passato.

D’altra parte, negli ultimi tempi sono emerse diverse criticità: la rete ciclabile ha perso di attrattività e lo stato delle infrastrutture richiede una pronta manutenzione.

Auspichiamo quindi un ambizioso piano di rilancio della ciclabilità, in continuità con il lavoro fatto in passato, per valorizzarlo e per fare di Reggio la “città della bicicletta”. Tra le misure che riteniamo prioritarie a tal fine ricordiamo in estrema sintesi: la manutenzione delle piste ciclopedonali, l’installazione di nuove rastrelliere (modello di aggancio al telaio), la realizzazione delle superciclabili, ideali per le e-bike e il bike-to-work,  la risoluzione del conflitto pedoni-ciclisti sulle ciclopedonali.

Perché dovremmo spostarci in bicicletta (almeno in città)?

Il traffico siamo noi: siamo parte del problema, ma possiamo anche contribuire alla soluzione. E allora ricordiamo che la bici è il mezzo ecologico per eccellenza: silenzioso e pulito,  ipotizzando 10 km di percorso giornaliero, il risparmio di CO2 arriva fino a 480 kg all’anno; e 10 biciclette occupano lo spazio di un’auto!

Entro i 5 km (bici muscolare) ed entro gli 8 km (elettrica) la bicicletta è il mezzo più veloce ed è anche il più affidabile, in quanto il tempo di viaggio è sempre costante.

Inoltre, la bici consente di fare movimento (gratis): la sedentarietà è una piaga per la salute dell’uomo occidentale e causa di innumerevoli patologie: numerose ricerche scientifiche (OMS, U.E.) confermano che chi usa la bici anche solo per andare al lavoro gode di migliore salute, e inizia la giornata con maggiore energia e buon umore. Inoltre, in bicicletta ci si riappropria del proprio tempo, anche nella tratta casa-lavoro-casa.

E’ poi opinione diffusa che andare a lavorare o a scuola in bicicletta nel traffico urbano sia estremamente dannoso e che meglio sarebbe prendere l’auto per compiere il tragitto. Varie ricerche scientifiche (tra cui a Copenaghen nel 2001, Studio Alfa con Tuttinbici nel 2010, Università di Leeds nel 2018) hanno invece dimostrato che chi si sposta in bicicletta respira meno smog, dato che nell’abitacolo dell’auto si concentrano numerose sostanze inquinanti: in auto, quindi, diventiamo al tempo stesso artefici e vittime dell’inquinamento!

Peraltro, con una pedalata lenta (o attrezzandosi con un cambio), oppure utilizzando una e-bike si supera il timore di sudare; mentre il rischio del furto si contrasta con adeguati lucchetti e sensibilizzando il datore di lavoro per la predisposizione di un ricovero protetto per biciclette.

Le bici pieghevoli, come pure quelle elettriche, o per alcuni quelle a scatto fisso, “fanno tendenza”.

Ma, nonostante “il nuovo che avanza”, la bici da sempre fa parte della quotidianità di noi reggiani: “La bicicletta ha da noi qualche cosa del cane, continua compagna che si porta con sé magari senza montarla, per arrivare dalla casa al caffè che dista venti metri” (Cesare Zavattini).

Recuperiamo allora la familiarità con questo mezzo, in parte andata perduta nella Reggio motorizzata di questi ultimi anni: magari cominciando proprio da venerdì 20 settembre, quando, in occasione della Settimana Europea della Mobilità, i volontari di FIAB-Tuttinbici monitoreranno gli ingressi delle biciclette in città. Vedremo allora se siamo sulla buona strada.

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