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Utopia ciclistica? Noi ci crediamo

Intervista a Gianfranco Fantini presidente emerito dell’associazione Tuttinbici – in occasione della Giornata Mondiale della Bicicletta 3 giugno – pubblicata sulla Gazzetta di Reggio del 2 giugno 2020 – a cura di Ivanna Rossi – 

Gianfranco, fondatore e presidente emerito di Tuttinbici ha appena finito di dare lezione di bicicletta a Giuseppina, quarantasei anni, ispettrice del lavoro.  Non è la sola allieva matura che ha chiesto l’aiuto a Tuttinbici. L’associazione dispone di una pista adeguata. In cinque lezioni, uno impara a muoversi.  
   Come lei c’è molta gente che in questo momento che si converte alla bici, porta a  revisionare quelle vecchie, o ne compra delle nuove. I meccanici sono contenti, hanno moltissimo lavoro. I rivenditori stanno finendo le scorte. In questi mesi in città tutti hanno sentito il gusto dell’aria pulita, non inquinata dalle fabbriche purtroppo chiuse, ma anche dalla circolazione delle auto. E hanno fatto due + due fa quattro: se il virus colpisce le vie respiratorie, è giusto combattere l’inquinamento dell’aria. Chiusi in casa si è anche sentito il bisogno vitale di attività fisica, di natura, di libertà personale. E la bici garantisce tutto questo.

Dunque, si uscirà dal coronavirus pedalando?
Abbiamo la memoria corta, ma la bici è nata da un anno orribile di due secoli fa, quando l’eruzione del vulcano Tambora ha oscurato il sole anche in Europa, causato uno sconvolgimento climatico e fatto rincarare la biada per i cavalli. Ci troviamo in un momento ugualmente tragico e pieno di problemi.

E’ il momento favorevole per l’utopia ciclistica?
Noi ci crediamo fortemente. Spingeremo i commercianti a riflettere sui vantaggi di chiudere il centro alle auto e a favorire la circolazione delle bici. Dati alla mano, vedranno ch’è la lentezza favorisce il commercio. Un’altra nostra utopia è stata premiata di questi tempi dall’ONU: il bici-bus targato Reggio Emilia, organizzato per portare i bambini a scuola. Ne andiamo molto fieri. Il progetto è da rilanciare alla riapertura delle scuole.

Voi vi siete sempre impegnati nell’attività didattica su due ruote, le cosiddette gite. Pensate di riproporle anche per l’estate?
Più che mai. Solitamente d’estate chiudiamo l’attività, ma questa è una estate speciale. Su richiesta, saremo a disposizione dei campi estivi. E in autunno presenteremo una serie di proposte ai mobility manager delle scuole per visite d’istruzione in bici. Costano meno dei pullmini e hanno maggiore duttilità. Ci aspettiamo molte chiamate. Un esempio? Ho appena messo a punto la scheda per visitare il caseificio di Villacurta. Lì, il casaro spiega in modo egregio la differenza tra il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano; poi si attraversa il Bosco Macrobiotico che ancora in pochi conoscono; e infine ci fermiamo alle Reggiane, la grande fabbrica dove costruivano i famosi “caccia” RE 2001 e RE 2002. E’ un pezzo delle nostra storia.

Andare in bici costa meno. Risolverà i problemi economici?
A livello personale un po’ si. Sicuramente nei prossimi mesi si sentirà il peso della crisi e poter risparmiare sulla benzina è importante. I bonus statali fino a 500 euro per l’acquisto di bici sono un fatto allettante. E così pure i 20 centesimi al km per max 50 euro al mese recarsi al lavoro in bici. E’ importante anche il fatto di poter considerare gli incidenti nel tragitto come incidenti sul lavoro, una nostra conquista recente.

In bici si può andare dappertutto?
La bici è perfetta per la città, ma anche per il circondario, le gite in campagna e nei boschi. Con le bici elettriche si può ampliare notevolmente la lunghezza dei percorsi. Con il taxi-bike si potrebbe fare turismo nelle città in un modo impensabile a piedi o coi normali taxi. Con il cargo-bike si può fare la spesa e portare in giro i bambini come nei paesi del nord Europa che tanto ammiriamo. Certo c’è molto da lavorare: abbiamo fatto osservazione al Piano della mobilità del Comune, e sopratttto al Biciplan, chiedendo che si aprano subito cantieri per evidenziare e rendere attrattive le piste ciclabili ormai cancellate e per dipanare i punti critici dove il mix tra pedoni auto e ciclisti è pericoloso. Sarebbe ora anche di tracciare qualche “superciclabile”. Il Comune è favorevole alle nostre proposte e ci ha promesso una sede aperta polifunzionale alla Polveriera per la promozione della bicicletta.

Tante bici, tanti furti!
Le bici attirano i ladri, questo si sa. La nostra ricetta è render loro la vita difficile. Il Comune ha promesso di installare rastrelliere ad archetto, a cui agganciare sia la ruota che il telaio. Da parte loro i ciclisti devono acquistare antifurti validi, almeno di classe 8, che fanno tribolare i ladri e li scoraggiano.

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