Ciclisti illuminati

Quali sono i dispositivi luminosi obbligatori? Come rendersi visibili e pedalare in sicurezza? Lo scorso febbraio la dott.ssa Manuela Bellelli è stata nostra ospite per approfondire questi temi. Ora che le giornate si sono accorciate, la questione ritorna di attualità, riprendiamo allora l’argomento e pubblichiamo questo articolo, tratto dal sito di Fiabitalia. Cercheremo poi di fare anche quest’anno il tradizionale monitoraggio delle luci (quanti ciclisti circolano in regola con i dispositivi luminosi?), in una modalità rispettosa delle norme anti-Covid.

Dal sito di Fiabitalia:

Pubblichiamo un breve estratto della tesi di laurea magistrale in Psicologia cognitiva applicata dal titolo “L’utilizzo di materiale retroriflettenti nella prevenzione degli incidenti nei ciclisti: due studi sperimentali“, scritta da Manuela Bellelli.

Con il sopraggiungere dell’inverno, tempo freddo ed umido, si tende a vestire maggiormente con abiti scuri, le giornate si accorciano: col cambio dell’orario solare, al mattino circa alle ore 8 in inverno sarà buio e pure già alle ore 17, se non prima. Anche nelle stagioni fredde, dai dati Istat, più della maggioranza degli incidenti avviene nei centri urbani e le ore più interessate sono le 8, le 12, le 14 e le 18. In due di questi orari, dal tardo autunno fino all’inizio di primavera, è buio.

In queste condizioni i ciclisti sono meno visibili: occorre fare affidamento esclusivamente ai sistemi di illuminazione stabiliti dal codice della strada (fanali e catadiottri) perché l’abbigliamento chiaro è meno utilizzato. Si ricorda che il giubbino ad alta visibilità è obbligatorio fuori dai centri urbani e nelle gallerie.


L’abbigliamento chiaro è più visibile al buio perché risalta sullo sfondo scuro: un abbigliamento scuro è visibile a circa m. 25, mentre un abbigliamento chiaro è visibile circa a m. 40. Il nostro occhio vede una figura che risalta su uno sfondo, non percepisce una figura che non risalta dal suo sfondo, o si vede lo sfondo o si vede la figura; così un abbigliamento nero al buio, oppure bianco sulla neve, non vengono visti.

In virtù di questo principio, oltre ai dispositivi di illuminazione previsti dalla normativa, poiché possono rompersi, oppure il ciclista potrebbe perdere un fanale o subirne il furto, in modo complementare si potrebbero utilizzare, collocandole, strisce retroriflettenti ECE ONU 104. Queste strisce retroriflettenti sono obbligatorie per delimitare la sagoma dei veicoli commerciali superiori a 3,5 t nello specifico: bianco davanti, giallo ai lati e rosso nella parte posteriore.

Con l’inserimento di strisce retroriflettenti ECE ONU 104 di colore giallo sulle pedivelle e di colore rosso sulle forcelle e parafango posteriori, il ciclista risulta più visibile al buio perché le strisce riflettono la luce proiettata dai fari dei veicoli. Altresì le strisce retroriflettenti sono adesive e una volta installate non si rompono e non si perdono. Le strisce ECE ONU 104 si possono acquistare su internet, oppure presso un carrozziere per autocarri.

Scarica la tesi

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