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  1. Occorre una mappa della rete ciclabile, assegnare un numero o un nome in modo da poter segnalare la presenza sulla scorta di Mantova. occorre capire che la maggioranza dei ragazzi e degli abitanti non sono nati in questa città;Proprio perché la gran parte delle ciclovie sono sui marciapiedi andrebbe rispettata rigidamente la destra, in particolare sul ponte del Crostolo che porta al parco delle caprette. Laddove è possibile separare il traffico pedonale da quello ciclabile.

  2. Scusate ma non dovrebbe essere la regione a pensarci? Quella del Crostolo mi pare sia una ciclovia regionale prevista anche dal prit.

  3. Sono interessata alle vostre escursioni in bicicletta quindi vi mando la mail per eventuali newsletters grazie

  4. La mia proposta è che nelle domeniche ecologiche sia vietato l’uso di veicoli ad alimentazione DIESEL e BENZINA.
    Inoltre l’Amm.ne Comunale dovrebbe vietare la sosta alle auto fino a 150 m. da ogni ordine di scuole in quanto i bambini sono i più esposti all’inquinamento, perché i loro apparati non sono del tutto formati.

  5. Ciao Gianni,
    concordo con te sul divieto, ma io lo estenderei anche ai veicoli elettrici, perché se deve essere una domenica ecologica che invita ad utilizzare una nuova mobilità sostenibile, consentire la circolazione delle auto elettriche sposta solo di poco il problema.
    Dobbiamo liberare le città dalle auto e ridare spazio alle piazze ed alle strade come luogo di socializzazione e, di vita. Proibire le auto rivitalizza il centro che ritorna ad essere il baricentro della città.

  6. Prima di mettervi a pedalare sulla Greenway delle Tre Residenze Ducali di Parma (Reggia di Colorno-Pilotta e Giardino Ducale diParma-Casino dei Boschi di Sala Baganza) / Ciclovia Nazionale Ti-Bre Dolce 16 BicItalia #parma2020, Vi invito ad attentamente guardare-e-leggere il video ad essa dedicato:

    https://www.youtube.com/watch?v=NIyBicXW89o .

    Vi invito inoltre a consultare i materiali contenuti al link della Bicistaffetta Nazionale Fiab 2011 dedicata alla promozione della Ciclovi Ti-Bre Dolce 16 BicItalia: http://bicistaffetta.it/b/edizioni-precedenti/bicistaffetta-2011

    Grazie per l’attenzione !
    Firmato: Umberto Rovaldi, già socio fondatore Bicinsieme Fiab-Parma, già consigliere nazionale Fiab referente e

  7. Caro Presidente non per essere polemico, sai quanto amo questa città e l’ambiente in cui vivo, ma è impensabile parlare di bici cargo quando in gran parte delle ciclopedonali cittadine c’è spazio o per i pedoni o per le bici. L’esempio limite è rappresentato dal molto trafficato ponte di S Pellegrino dove ogni giorno qualcuno rischia la vita perché è ammesso il doppio senso sul marciapiede del ponte. A Reggio manca la segnaletica per le bici e quella che c’era è assolutamente illeggibile. Gran parte delle piste ciclopedonali sono occupate dai cassonetti della raccolta differenziata ed usate come parcheggi temporanei o come luogo di scarico per i fornitori di merce. Non paragoniamoci a Copenaghen dove le piste per le biciclette sono staccate da quelle per i pedoni e c’è lo spazio per i sorpassi e per i cargo. In Danimarca le biciclette sono obbligate a mantenere rigidamente la destra e non si trovano ciclisti sui marciapiedi contromano come avviene ad esempio sugli stretti marciapiedi di via Ariosto occupati peraltro dagli alberi e dai tavolini del bar a cui è stato concesso di tenere una distesa. A Reggio circolavano dei libretti sulle ciclovie pubblicati dal comune di Reggio che ho utilizzato al Sud per dare agli amministratori indicazioni precise su cosa sia una ciclabile e quali misure devono rispettare. E’ evidente che coloro che hanno amministrato il nostro comune non abbiano mai letto queste pubblicazioni che pure sono costate dei soldi pubblici. Ritengo che come Tuttinbici dovremmo concentrarci un pò di più per ottenere strade asfaltate e pulite e il rispetto delle codice della strada poi potremmo anche pensare ai cargo. Inoltre penso che i commenti dovrebbero essere pubblicati, anche se in forma anonima, anche se preferirei che sull’argomento si organizzasse un convegno pubblico di confronto con gli amministratori a livello di associazione su questi argomenti.

  8. Sono perfettamente d’accordo con te Gianni!
    La larghezza minima di una corsia ciclabile è di 1,5 metri, 1,25 m nel caso di corsia in ciclabile a doppio senso di marcia. Nel caso poi di una ciclopedonale la larghezza va aumentata. Si tenga poi conto che la larghezza massima del velocipede è di 1,30 m.

    Se continuiamo a tollerare e ad accontentarci del primato di km di finte ciclabili pro capite, non facciamo un grande favore alla nostra città ed all’ambiente. Se il problema nel progettare piste ciclabili a norma è la scarsità di spazio, bisogna ricorrere alle “strade ciclabili” strade in cui la precedenza è data alle biciclette e le automobili sono ospiti.

    https://ravel.wallonie.be/files/pdf/Documentation/Amenagements_cyclables/WaCy_rue_cyclable.pdf

    https://fr.wikipedia.org/wiki/Rue_cyclable

    Del resto Francesco nel suo articolo dice chiaramente che ci sono problemi d’infrastrutture mancanti o carenti.
    Il problema è che la bicicletta deve smettere di essere nell’immaginario comune uno strumento ginnico o l’accessorio della bicicletatta in stile greenwashing ma essere il veicolo per eccellenza sulle corte e medie distanze.

    Quanto ai commenti sul sito, sono moderati solo se anonimi, se ti registri solo il primo sarà moderato.

    Buona domenica, in casa! 🙁

  9. Sì, certamente le priorità sono quelle che avete indicato. La manutenzione della rete esistente, la realizzazione di superciclabili, risolvere i conflitti con i pedoni, con l’obiettivo di rendere la rete ben scorrevole. Ciò non toglie che già ora si possa far conoscere e promuovere un mezzo come la bici cargo. Uno dei nostri compiti è anche quello di provare ad anticipare i tempi, immaginando la mobilità del futuro: e in questo ci mettiamo anche la ciclologistica, come pure l’uso privato della cargo al posto dell’auto.
    Il fatto è che è un mezzo ancora non conosciuto o comunque non preso in considerazione, ma ormai sul mercato c’è davvero una gamma vastissima, di tutte le dimensioni e caratteristiche. E poi, anche se tecnicamente non si tratta di cargo, anche una normale bicicletta attrezzata con borsoni o cestini ben capienti può assolvere alla stessa funzione. Speriamo di riuscire a farci raccontare da Linda Maggiori la sua esperienza. A presto (speriamo)
    http://fiab-onlus.it/bici/notizie/notizie-varie/news-varie/item/2278-cargo-bike-tutto-quel-che-c-e-da-sapere.html

  10. coinvolgete il ministro dell’ambiente affinche diffonda, le iniziative che avete scritto, a tutte le citta’ d’Italia
    IN MODO CHE QUESTE IDEE VENGANO REALIZZATE

  11. Vi informo che il progetto di Colao che presenterà agli stati generali prevede a pagina 47 il capitolo del trasporto pubblico locale, privato e ciclabilità.
    Si parla di necessità urgente di ribaltare il modello attuale, incentivare infrastrutture per la mobilità sostenibile come ad esempio ciclo-parcheggi, chiusura al traffico privato dei centri urbani oltre alle cose che abbiamo sempre detto.

  12. Bravi abito a Gaggio… Ho un’auto che non riesco a caricare la bici.
    Spero una volta dopo partecipare, a sensazione mi pare che siete cmq bene organizzati.
    Grazie
    Salvo da Gaggio in Piano

  13. Notevole il progetto: A SCUOLA E IN SALUTE! #PRIMALABICI!
    Perché non mandarlo ai Sindaci e Ass.ri alla mobilità di comuni come il mio (piatto come un biliardo) Sicuramente ottimo per ovviare alla carenza dei Bus .In bici chi abita a meno di 3/4 km dalla scuola- Ho,più di 50 anni di patente saremmo ben in grado di condividere la strada con gli altri mezzi di mobilità-