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Giro delle Langhe – iscrizioni chiuse –

Ottobre 18 @ 00:00 - Ottobre 20 @ 00:00

Le iscrizioni sono chiuse per raggiungimento del numero massimo di partecipanti.

Un week-end “lungo” sui pedali nelle Langhe, alla scoperta di un territorio già patrimonio UNESCO, ricco di storia, di cultura e di tipicità enogastronomiche, durante il quale potremo visitare borghi e castelli, degustare vini pregiati in antiche cantine e apprezzare la prelibata cucina locale.
Trasferimento da Reggio in auto e bici al seguito, con 2-3 passeggeri + bici per automezzo.
Faremo base ad Alba in un magnifico B&B condotto dalla Signora Amabile. http://www.cascinabaresane.it/
Pernottamento e colazione con sistemazione in camere doppie/triple, pranzi al sacco e cene libere in ristoranti tipici locali. La struttura ha un garage custodito per ospitare le biciclette.
Il 1° itinerario si snoda da Alba, già nota in passato come città delle 100 torri, oggi riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio mondiale della gastronomia, a Grinzane Cavour , sede del castello che ha visto la crescita umana e politica di Camillo Benso Conte di cavour, uno degli uomini del Risorgimento italiano che contribuito a “fare l’Italia”. A Grinzane ha sede il museo storico-etnografico e una delle enoteche regionali più importanti del territorio.
Si prosegue attraverso vigneti e noccioleti attraverso Diano d’Alba per giungere a Monforte, uno dei luoghi più affascinanti dell’albese, comune già bandiera arancione del Touring Club. Da qui in un attimo raggiungeremo Barolo, feudo dal 1250 della famiglia dei banchieri Falletti. Potremo visitare il Castello di Barolo con la biblioteca storica ordinata dal celebre Silvio Pellico reduce dalla prigionia dello Spielberg. Qui ha sede anche l’enoteca regionale del Barolo. Dopo avere degustato un calice del nettare degli dei, proseguiamo verso La Morra, paese caratterizzato da una solida torre campanaria del 1700 e dalla Parrocchiale di san Martino che ospita una pregevole pala d’altare di Aliberti del 1715.
Sulle colline lamorresi è coltivato il vitigno Nebbiolo dal quale si ricava l’omonimo vino oltre al pregiato Barolo. Dopo circa 10 km in direzione nord-ovest giungiamo a Pollenzo,  antica città romana (Pollentia) citata da Plinio il Vecchio, fu fondata nel II° secolo a. C. Teatro della battaglia di Pollenzo dell’anno 402 tra le truppe dei Visigoti di Alarico ed i romani. Il re d’Italia Vittorio Emanuele III° dopo avere abdicato nel 1946, assunse il titolo di Conte di Pollenzo. Dal 2004 vi ha sede l’Università degli studi di Scienze Gastronomiche gestito da Slow Food.
Da Pollenzo si rientra ad Alba, non prima di avere dedicato una visita a Roddi e al suo Castello dell’XI° secolo. Roddi è sede dell’unica università al mondo per cani da tartufo, creata nel 1880 da Antonio Monchiero detto Barot. Sotto le mura dell’antico castello il museo a cielo aperto dedicato al prezioso tubero bianco di Alba.

Da Alba a Barbaresco, comune anch’esso patrimonio UNESCO, di antichissime origini, dove si vuole che le antiche popolazioni celtiche si ritrovassero in adorazione del dio Tanaro. Potremo ammirare il Castello, la Parrocchiale di S. Giovanni Battista con la torre medievale e la chiesa di S. Donato con annessa l’immancabile enoteca regionale dell’omonimo nobile vino.
A pochi Km da Barbaresco, seguendo le ondulazioni della strada incontriamo Neive, altro paese che mantiene un impianto medievale di stradine acciottolate che salgono verso la torre dell’orologio, ciò che oggi resta di un antico castello distrutto nel 1276. Neive è eletto tra i borghi più belli d’Italia e bandiera arancione Touring. Antico insediamento romano, se ne ha notizia certa fin dall’anno 100 a. C. Tra alterne vicende durante il medioevo e l’età comunale, caratterizzate da lotte tra i comuni di Asti e Alba, passò sotto le dominazioni francese e spagnola e dal 1560 stabilmente sotto casa Savoia. Dell’antico centro storico è rimasta la già ricordata torre dell’orologio e numerosi palazzi nobiliari.
Proseguendo il nostro itinerario raggiugiamo Castagnole delle Lanze. Il borgo collinare di S. Pietro (paese alto) è caratterizzato da palazzi settecenteschi e da una parrocchiale barocca (S. Pietro in Vincoli) del 1701. Alcune ricerche archeologiche hanno portato alla luce resti di diramazione della via Emilia che collegava Acqui Terme con Pollenzo. Si ritiene che il nome “delle Lanze” sia attribuibile, attraverso cronache riportate nell’antico “Codex Astensis” (1065-1353) a Manfredo I° marchese di Busca, che inaugurò la dinastia dei Lancia, dall’appellativo che si era guadagnato servendo come lancifero presso la Corte di Federico Barbarossa. Nel XIV° secolo il comune rientrava nei domini della famiglia Visconti, successivamente passò ai Savoia e poi al Regno d’Italia. L’attività trainante della zona, manco a dirlo, la produzione vitivinicola con il Barbera, il Dolcetto e il Moscato d’Asti.
La strada è ondulata e ci conduce a Santo Stefano Belbo, introduzione alla sezione “letteraria” del nostro itinerario, non prima però di avere dedicato qualche minuto alla visita della Cappella della SS. Annunziata, piccolo ma suggestivo luogo di culto risalente al 1593. Sulle rive del torrente Belbo, affluente del fiume Tanaro, Santo Stefano è noto principalmente per aver dato i natali allo scrittore Cesare Pavese, che dedicò vari scritti a questi luoghi di origine. La Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, risalente al 1300, sorge accanto ai resti di un’antica torre medievale e ai ruderi del castello. Abbandonata nel 1926, è oggi sede della Biblioteca Civica e della Fondazione Cesare Pavese. In paese è ancora visitabile la casa di Cesare Pavese. In cima alla collina di Montecucco si trova il Santuario della Madonna della Neve, da qui ogni anno il 4 agosto parte il segnale per l’accensione dei falò che illuminano il paesaggio collinare. Da questa ricorrenza prende il nome l’ultimo romanzo di Pavese “La luna e i falò” pubblicato nel 1950.
Con una breve salita raggiungiamo l’abitato di Mango sovrastato dal Castello. Possente costruzione barocca, dalle linee sobrie, domina l’antico borgo. Appartenne al ducato di Mantova fino al 1714, anno in cui passò sotto il dominio dei Savoia; ospita eventi artistico-culturali. È sede dell’Enoteca Regionale del Moscato. Sontuosamente arredato e con un giardino vario ed ampio, il castello ha condizionato lo svilupparsi di tutto il centro storico; ne è prova il settecentesco campanile della parrocchiale, che svetta in allineamento strutturale con il maniero di casa Busca. Si ritiene che Mango esistesse già in epoca romana, con il nome di Mangiana Colonia, toponimo citato nella Tabula alimentaria di Traiano. Si trattava, in origine, di un insediamento militare che aveva la funzione di rifornire viveri alle truppe veterane imperiali. Proprio gli ex soldati, a quanto pare, fondando qui una colonia, diedero origine al primo nucleo del borgo, che fu stabilmente abitato nei secoli successivi. Nelle ultime fasi della Seconda guerra mondiale il castello di Mango fu per qualche tempo un presidio partigiano. In memoria dei fatti che si svolsero in questo territorio, nel 2001 è stato istituito a Mango il percorso letterario intitolato “Il paese del partigiano Johnny”, basato sul romanzo Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio. A Mango passava una delle numerose “Vie del sale” che un tempo univano Liguria e Piemonte.
Da Mango una leggera salita ci porta all’abitato di Benevello caratterizzato dall’ennesimo castello commissionato dai marchesi Falletti, nel ‘300. Dal 2007 fa parte del circuito degli 8 castelli “Comitato per la valorizzazione dei castelli delle Langhe e del
Roero”, meglio noto come “Castelli Doc”. Siamo quasi al termine del nostro percorso, ormai solo 10 km ci separano dal rientro ad Alba, da una meritata doccia e un’altrettanto meritata cena.

Percorso 1 circa 50 km
Percorso 2 circa 70 km

Dettagli

Inizio:
Ottobre 18 @ 00:00
Fine:
Ottobre 20 @ 00:00
Categoria Evento:

Organizzatore

Luca
Telefono:
348 8080592