Francesco Ferraboschi – FIAB Reggio Emilia Tuttinbici https://www.tuttinbici.org La bicicletta funziona! Mon, 07 Sep 2020 06:13:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.1 https://www.tuttinbici.org/wp-content/uploads/2018/08/cropped-logo-tuttinbici-32x32.png Francesco Ferraboschi – FIAB Reggio Emilia Tuttinbici https://www.tuttinbici.org 32 32 Rilanciamo il BiciBus! https://www.tuttinbici.org/troppe-auto-il-comune-rilanci-il-bicibus/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=troppe-auto-il-comune-rilanci-il-bicibus https://www.tuttinbici.org/troppe-auto-il-comune-rilanci-il-bicibus/#respond Sun, 30 Aug 2020 15:18:11 +0000 https://www.tuttinbici.org/?p=3271 Di seguito l’articolo pubblicato dal Carlino di Reggio il 22 agosto scorso. La riapertura delle scuole porrà il problema del forte incremento del traffico, dovuto alla gestione del distanziamento all’interno dei mezzi pubblici. Sono diverse le azioni su cui le autorità competenti stanno lavorando, ma qualunque saranno le soluzioni adottate, la ripartenza sarà complicata per […]

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Di seguito l’articolo pubblicato dal Carlino di Reggio il 22 agosto scorso.

La riapertura delle scuole porrà il problema del forte incremento del traffico, dovuto alla gestione del distanziamento all’interno dei mezzi pubblici. Sono diverse le azioni su cui le autorità competenti stanno lavorando, ma qualunque saranno le soluzioni adottate, la ripartenza sarà complicata per tutti.

A intervenire sono i rappresentanti della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, in una lunga nota, in cui chiedono azioni concrete per incentivare l’utilizzo delle due ruote.
“Partiamo da una situazione di abuso dell’auto – scrive il presidente Francesco Ferraboschi – utilizzata anche per percorrere solo poche centinaia di metri. E l’accompagnamento a scuola in auto da parte dei genitori è diventata la modalità prevalente, mentre a Reggio Emilia, nel 1971, l’80% dei bambini andava a scuola a piedi o in bicicletta.

L’Associazione dei Medici Pediatri ci ricorda che il movimento ha importanza  prioritaria per l’armonia dell’individuo. Da quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’ISTAT sugli stili di vita di bambini e ragazzi tra il 2017 e il 2018, sarebbero 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti in sovrappeso, pari al 25,2% della popolazione di 3-17 anni (28,5% nel 2010-2011). 
Noi di FIAB Tuttinbici vogliamo ricordare che la bicicletta offre una soluzione immediata, economica e sana a tutti questi problemi: contribuisce a ridurre il traffico e lo smog; e consente il distanziamento e per questo è stata raccomandata dall’OMS come mezzo ideale per gli spostamenti nel periodo post-Covid.

Quindi ben venga la campagna di comunicazione e sensibilizzazione nelle scuole, per sostenere nella scelta della bicicletta gli studenti, ma anche i genitori che devono fare la loro parte per indirizzare i propri figli verso questa buona pratica: i ragazzi che si recano a scuola in bici sviluppano maggiore indipendenza, capacità di orientarsi nel quartiere e in città, e di muoversi in sicurezza in strada. Per chi abita  in città, l’andare a scuola in bici dovrebbe essere la principale e più naturale opzione.

Per questo è necessario che il Comune rilanci in modo convinto il BICIBUS e il PEDIBUS – cioè l’accompagnamento dei bimbi a scuola in bici o a piedi: il BiciBus è soprattutto un’organizzazione intelligente dei genitori che invece di accompagnare ogni giorno i loro figli a scuola, lo fanno una volta alla settimana, o quando tocca il loro turno, e si basa su disponibilità dei docenti per la promozione e l’attività didattica, sul supporto organizzativo dei genitori e volontari e sul coinvolgimento del Comune per quanto concerne la messa in sicurezza dei percorsi.
Uno degli ostacoli principali è purtroppo la difficoltà a reperire volontari e quindi facciamo un appello ai genitori e nonni perchè si rendano disponibili. Inoltre, è fondamentale che il Comune provveda al più presto ad una adeguata manutenzione dei percorsi ciclopedonali, era una necessità da tempo, ma ora l’emergenza Covid lo impone come priorità. È importante anche stringere i tempi per la realizzazione di nuove corsie ciclabili, cosiddette “emergenziali”, consentite dalla nuova normativa, perché sono una opportunità per migliorare la ciclabilita cittadina.

In vista della riapertura delle scuole, FIAB Tuttinbici organizzerà una iniziativa rivolta agli studenti di un istituto cittadino per promuovere gli spostamenti casa-scuola in bicicletta e che prevederà la distribuzione di targhette antifurto da applicare alle biciclette, con effetto deterrente nei confronti dei malintenzionati e per attivare la registrazione nel Registro Italiano Bici, necessario per poter risalire al proprietario del mezzo in caso di ritrovamento dopo un furto. 

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Giornata Mondiale della Bici: è ora di agire tutti insieme https://www.tuttinbici.org/3-giugno-giornata-mondiale-della-bicicletta-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=3-giugno-giornata-mondiale-della-bicicletta-2 https://www.tuttinbici.org/3-giugno-giornata-mondiale-della-bicicletta-2/#respond Fri, 29 May 2020 21:14:30 +0000 https://www.tuttinbici.org/?p=2905 Di seguito l’articolo gentilmente pubblicato sul Resto del Carlino del 29 maggio: Il 3 giugno, Giornata Mondiale della Bicicletta, si rende onore a un mezzo che dopo oltre 200 anni dalla sua nascita dimostra una sorprendente vitalità ed è oggi il simbolo ideale per una ripartenza post-Coronavirus all’insegna della sostenibilità. Per rispondere alle esigenze di […]

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Di seguito l’articolo gentilmente pubblicato sul Resto del Carlino del 29 maggio:

Il 3 giugno, Giornata Mondiale della Bicicletta, si rende onore a un mezzo che dopo oltre 200 anni dalla sua nascita dimostra una sorprendente vitalità ed è oggi il simbolo ideale per una ripartenza post-Coronavirus all’insegna della sostenibilità. Per rispondere alle esigenze di distanziamento fisico e accogliere i profughi del trasporto pubblico le città di tutto il mondo, ed ora anche quelle italiane, stanno incentivando come mai in passato la mobilità ciclistica: piste ciclabili d’emergenza, bonus bici, incentivi chilometrici, modifiche al Codice della Strada. Una nuova stagione sembra avviata.

Anche a Reggio, con il Biciplan in fase di elaborazione, sono tante le azioni da mettere in campo, ne citiamo due. L’apertura dei lavori – in tempi strettissimi –  di una prima superciclabile (ad esempio in Via Gramsci, porta d’accesso al centro), che diventi fiore all’occhiello e modello per tutte le ciclovie radiali cittadine  e con tutte le prerogative proprie delle migliori piste olandesi: scorrevolezza, larghezza adeguata alle bici-cargo, fondo impeccabile e verniciato di rosso, e perché no, poggiapiedi per ciclisti e cestini inclinati. Tutti dettagli che devono dimostrare un’attenzione straordinaria per i ciclisti, che ogni giorno contribuiscono a ridurre il traffico e lo smog a beneficio di tutti. 

E poi i parcheggi bici aziendali: vorremmo che tutte le aziende reggiane mettessero a disposizione dei propri dipendenti un deposito bici protetto, magari anche ricavandolo a costo zero da un locale aziendale inutilizzato. Il lavoratore deve essere sicuro di ritrovare la propria bicicletta all’uscita dal lavoro. Con il sostegno dell’amministrazione e delle associazioni di categoria si può fare, ma i volenterosi possono già dare il buon esempio.

E’ questo il momento per passare dai sogni alle realizzazioni.

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Le proposte di FIAB Tuttinbici per la mobilità post-Coronavirus https://www.tuttinbici.org/proposte-di-fiab-tuttinbici-per-la-mobilita-post-coronavirus/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=proposte-di-fiab-tuttinbici-per-la-mobilita-post-coronavirus https://www.tuttinbici.org/proposte-di-fiab-tuttinbici-per-la-mobilita-post-coronavirus/#comments Sun, 19 Apr 2020 16:57:20 +0000 https://www.tuttinbici.org/?p=2686 Abbiamo inviato all’Assessora all’Ambiente e Mobilità Sostenibile Carlotta Bonvicini le nostre proposte sulla mobilità sostenibile nella delicata fase della riapertura delle attività: Oggetto: proposte di FIAB Tuttinbici per la mobilità post-Coronavirus La grave emergenza sanitaria che stiamo attraversando avrà importanti risvolti anche sul modo di spostarsi delle persone. Per un lungo periodo la gente avrà […]

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Abbiamo inviato all’Assessora all’Ambiente e Mobilità Sostenibile Carlotta Bonvicini le nostre proposte sulla mobilità sostenibile nella delicata fase della riapertura delle attività:

Oggetto: proposte di FIAB Tuttinbici per la mobilità post-Coronavirus

La grave emergenza sanitaria che stiamo attraversando avrà importanti risvolti anche sul modo di spostarsi delle persone. Per un lungo periodo la gente avrà timore ad utilizzare i mezzi pubblici per paura del contagio e il loro uso sarà regolamentato per consentire il distanziamento. Molte persone che prima li utilizzavano dovranno ricorrere ad un altro mezzo. Pertanto, in mancanza di interventi ad hoc, aumenterà di molto l’uso dell’auto privata, il traffico e l’inquinamento. A Milano, ad esempio, sono 750.000 le persone che usano ogni giorno i mezzi pubblici. Peraltro, vari studi hanno evidenziato come l’inquinamento danneggi l’apparato respiratorio e riduca la resistenza al virus. E’ quindi indispensabile che l’amministrazione gestisca questa delicata fase, incentivando in modo straordinario la mobilità alternativa. In particolare, gli esperti indicano la bicicletta come il mezzo di trasporto ideale per la cosiddetta fase 2: consente infatti il distanziamento sociale e di evitare il contatto con superfici potenzialmente infette, ed è quindi ideale per prevenire il contagio. Inoltre, contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e la nostra salute. Occorre quindi, oggi più che mai, promuovere la mobilità attiva.

FIAB Tuttinbici avanza le seguenti proposte per gestire la fase 2 della mobilità:

1) AZIONI PRESSO LE SCUOLE

Durante la settimana di chiusura delle scuole, quando ancora le altre attività erano aperte, abbiamo riscontrato una forte riduzione del traffico. D’altra parte, anche nei periodi “normali” di chiusura delle scuole, avviene lo stesso. Questo conferma che il trasporto degli studenti con mezzi privati incide non poco sul traffico della nostra città. Allo stesso tempo, però, anche i mezzi pubblici nelle ore di punta sono affollatissimi di studenti. Per questi motivi riteniamo indispensabile un’azione presso le scuole cittadine in previsione della ripresa di settembre:

– gli studenti che ne hanno la possibilità devono essere invitati ad utilizzare la bicicletta nei loro spostamenti casa-scuola, in modo da lasciare l’uso dei bus a chi non ha alternativa, ed evitare così sia il sovraffollamento del mezzi pubblici (con rischi di contagio) che l’accompagnamento con le auto private (e l’aumento del traffico); necessaria una campagna informativa che coinvolga insegnanti e genitori.

– incentivare gli studenti che si recano a scuola in bicicletta con premiazioni finali (secondo una delle tante modalità possibili);

– rilancio del Bicibus, anche in una forma meno istituzionalizzata e formalizzata (vedi ad esempio l’iniziativa di grande successo “Massamarmocchi” a Milano, con gruppi di genitori e figli che si organizzano autonomamente);

– ulteriore estensione delle esperienze, già diffuse sul territorio, delle “strade scolastiche” presso gli istituti scolastici, anche per garantire  attraverso l’occupazione della strada il distanziamento sociale.

2) COMUNICAZIONE

Campagna di comunicazione sui media locali che, tra le buone pratiche raccomandate per la prevenzione del contagio, includa chiaramente l’uso della bicicletta, con esplicito invito al suo utilizzo negli spostamenti urbani (consente il distanziamento sociale;  evita contatto con superfici potenzialmente infette; consente sano movimento indispensabile per la salute; migliora la qualità dell’aria e di conseguenza dei nostri polmoni).

3) PISTE CICLABILI EMERGENZIALI

In diverse città estere si stanno predisponendo delle “piste ciclabili emergenziali” – a bassissimo costo – (utilizzando coni, transenne, new Jersey), da realizzare in pochi giorni, per “ospitare” i profughi del trasporto pubblico ed evitare un ricorso massiccio all’auto privata. Prevedere possibilità di queste soluzioni soprattutto per l’accesso a grandi attrattori del traffico come aziende attualmente difficilmente raggiungibili in bicicletta o lungo tutti i percorsi dove si rende maggiormente necessario garantire il distanziamento sociale ed evitare l’affollamento e la commistione bici-pedoni: interventi a costo quasi zero che nei mesi successivi potrebbero diventare ciclabili vere.

4) MANUTENZIONE RETE CICLOPEDONALE  E NUOVI STALLI

 La manutenzione deve essere considerata una priorità e non più rinviabile, anche considerato quanto sopra. E’ indispensabile restituire attrattività alla rete ciclopedonale per incrementare la fruizione da parte dei ciclisti. E realizzare nuovi stalli, per contrastare i furti, principale deterrente all’uso delle bici.

5) INCENTIVI ALL’USO DELLA BICICLETTA

Incentivi chilometrici all’uso della bici nei percorsi casa-lavoro, con l’utilizzo di app.

6) COINVOLGIMENTO AZIENDE

Promozione delle buone pratiche aziendali per incentivare l’uso della bici (deposito bici, armadietti, docce, ciclo-officina mobile) e dei benefici derivanti (maggiore produttività, più parcheggi per clienti…).  Un deposito bici protetto – in questa fase anche provvisorio o d’emergenza, magari ricavato in un locale aziendale inutilizzato e quindi anche a costo zero  – è fondamentale: il lavoratore deve infatti essere sicuro di ritrovare la bicicletta terminato il lavoro. In tal modo, potrà utilizzare per il bike-to-work anche una bici a pedalata assistita o comunque di buona qualità. Coinvolgimento delle aziende tramite le associazioni di categoria.

7) CONSEGNE IN BICICLETTA

Sostegno economico agli esercizi commerciali che intendono consegnare i propri prodotti in città con biciclette o bici-cargo.

IL DIRETTIVO DI FIAB Reggio Emilia TUTTINBICI

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Coronavirus: la bici mezzo ideale https://www.tuttinbici.org/coronavirus-la-bici-mezzo-ideale/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=coronavirus-la-bici-mezzo-ideale https://www.tuttinbici.org/coronavirus-la-bici-mezzo-ideale/#respond Sat, 04 Apr 2020 15:33:24 +0000 https://www.tuttinbici.org/?p=2593 Siamo ancora in piena emergenza Coronavirus. Ed è necessario chiedersi se e come il modo di spostarsi dei reggiani cambierà a seguito di questa crisi. Le misure restrittive gradualmente si attenueranno, ma il “distanziamento sociale” resterà una necessità ancora per parecchio tempo. Come spostarsi, allora, al tempo del Coronavirus? All’estero molte autorità sanitarie e governative […]

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Siamo ancora in piena emergenza Coronavirus. Ed è necessario chiedersi se e come il modo di spostarsi dei reggiani cambierà a seguito di questa crisi. Le misure restrittive gradualmente si attenueranno, ma il “distanziamento sociale” resterà una necessità ancora per parecchio tempo. Come spostarsi, allora, al tempo del Coronavirus? All’estero molte autorità sanitarie e governative indicano la bicicletta come il mezzo di trasporto ideale per prevenire il contagio.

Ad Amsterdam, ad esempio, i virologi raccomandano l’uso della bicicletta perché il movimento contribuisce a rinforzare il sistema immunitario.

A New York nei giorni scorsi il transito di bici è aumentato spontaneamente del 50%.

Londra offre e-bike gratis agli operatori sanitari e i rivenditori di bici non sono inclusi nella lista delle chiusure obbligatorie stilato dal governo britannico.

Il settimanale Der Spiegel, poi, raccomanda la bici per un duplice motivo. Da una parte, chi pedala si tiene naturalmente a distanza, e inoltre evita il rischio di contagio da contatto con altre superfici. Dall’altra, pedalare ha anche un effetto di prevenzione, perché migliora la salute generale e l’apparato respiratorio.

In Italia, ancora, non ci risultano indicazioni al riguardo, anche se riteniamo sarebbero auspicabili espliciti inviti da parte delle autorità a utilizzare la bicicletta negli spostamenti autorizzati. Anche nella nostra città, comunque, nei prossimi mesi sarà lecito attendersi una riduzione nell’uso dei mezzi pubblici e dell’auto condivisa, per il timore del contagio: la bicicletta deve quindi diventare il mezzo principale negli spostamenti entro i 5 km. L’alternativa è un pericoloso incremento del traffico automobilistico e di conseguenza dei livelli di inquinamento, che peraltro in questi giorni si sono sensibilmente ridotti anche a seguito delle misure emergenziali.   

Sarà quindi importante che l’amministrazione locale accompagni questa fase con iniziative e provvedimenti incentivanti la mobilità ciclistica: incentivi economici a chi usa la bici nel percorso casa-lavoro (sono disponibili varie applicazioni a tale scopo); coinvolgimento e incentivazione delle aziende e delle realtà lavorative nella promozione della mobilità ciclistica (spogliatoi e ricoveri protetti per biciclette); un rilancio del “bicibus” nel percorso casa-scuola, anche in una modalità meno istituzionalizzata e più spontanea (come l’iniziativa milanese di successo ”Massamarmocchi”).

Fin da ora, comunque, per gli spostamenti necessari consentiti per legge, la bici ci dà l’occasione di fare sano movimento all’aria aperta e ci regala un po’ di benessere, un toccasana in tempo di clausura forzata.

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Der Spiegel: meglio la bici al tempo del Coronavirus https://www.tuttinbici.org/der-spiegel-meglio-la-bici-al-tempo-del-coronavirus/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=der-spiegel-meglio-la-bici-al-tempo-del-coronavirus https://www.tuttinbici.org/der-spiegel-meglio-la-bici-al-tempo-del-coronavirus/#respond Mon, 23 Mar 2020 11:43:27 +0000 https://www.tuttinbici.org/?p=2566 Der Spiegel: meglio la bici al tempo del Coronavirus Il settimanale Der Spiegel, con un articolo apparso il 18 marzo scorso, che riportiamo qui sotto, suggerisce la bicicletta come mezzo di trasporto ideale al tempo del Coronavirus. L’articolo è pensato per il  lettore tedesco e per la situazione tedesca, resta comunque il fatto che, per […]

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Der Spiegel: meglio la bici al tempo del Coronavirus

Il settimanale Der Spiegel, con un articolo apparso il 18 marzo scorso, che riportiamo qui sotto, suggerisce la bicicletta come mezzo di trasporto ideale al tempo del Coronavirus. L’articolo è pensato per il  lettore tedesco e per la situazione tedesca, resta comunque il fatto che, per gli spostamenti necessari (gli unici attualmente consentiti) la bicicletta rappresenta una valida alternativa sia all’auto privata che ai mezzi pubblici.

La mobilità ai tempi del Coronavirus

Perché usare la bicicletta protegge due volte

Come funziona il „distanziamento sociale“ nel traffico? Meglio con l’auto e la bicicletta. Ma  pedalare presenta un chiaro vantaggio, e non soltanto per il clima: protegge due volte dalle infezioni

di Stefan Weißenborn

18/03/2020

La settimana scorsa, fra le indicazioni di comportamento riguardo all’emergenza Coronavirus con cui si è rivolto alla cittadinanza , il Ministro della Salute Jens Spahn (CDU)  ha menzionato anche la bicicletta: pensando al distanziamento sociale dovremmo tutti riflettere-ha detto Spahn- sull’opportunità di sostituire i mezzi pubblici con l’andare a piedi o in bicicletta. In questo modo si potrebbe ridurre il rischio di contagio.

In Germania attualmente si fanno le prove generali di „shut down“ (chiusura totale)  chiudendo negozi  e strutture e introducendo divieti di viaggiare e controlli alle frontiere. „Flatten the curve“ appiattire al massimo la curva ascendente dell’infezione nella popolazione è l’imperativo categorico. Gerd Antes, ex-direttore del Centro Cochrane presso la Clinica universitaria di Friburgo, vede effettivamente nella bicicletta una possibilità  per ammorbidire la curva del contagio.

Pedalare abbatte il rischio di contagio

Chi fa a meno di autobus e metropolitana abbassa il rischio di contagio, dato che il coronavirus si trasmette a breve distanza soprattutto attraverso le goccioline di saliva, come spiega il dott. Michael Barczok dell’Associazione nazionale  degli pneumologi. Le possibilità di contrarre la malattia pedalando sarebbero infatti „inesistenti“. Anche Gerd Antes, a questo proposito, parla di „autodifesa perfetta“. Questo non soltanto perché i ciclisti si tengono natuarlmente distanti gli uni dagli altri, ma anche perché sono meno soggetti al rischio di contagio provocato dal contatto con altre superfici. L’agente patogeno potrebbe sopravvivere , secondo uno studio, fino a nove giorni su determinate superfici, eventualmente mantenendo il proprio potenziale infettivo. Ogni volta che tocchiamo una maniglia su un mezzo pubblico ci esponiamo infatti ad un rischio. Ciò vale anche per i pulsanti per l’attraversamento pedonale posti sui semafori,  il che fa suggerire ad Antes di dotare di dispensatori di disinfettante tutti gli incroci frequentati, oltre che autobus, tram e metropolitane. Comunque, „dal punto di vista  epidemiologico, pedalare è sicuro“, afferma Michael Barczok. Anche perché – come sostiene Antes – „costutuisce una potente difesa per gli altri“, nel caso in cui si fosse contagiosi.

Ma pedalare al tempo del coronavisrus assume anche un altro significato, nel senso che può avere un effetto preventivo.  Chi pedala con regolarità (anche se con intensità moderata)  riduce la pressione sanguigna, nel caso in cui soffra di ipertensione. „E la raccomandazione di fare movimento  si applica anche ai diabetici“, aggiunge lo pneumologo Barczok. Come si legge sul sito dell’Istituto Koch, il diabete e le malattie cardiache sono fra quelle che –indipendentemente dall’età- rendono più probabile l’aggravamento del decorso del Covid-19.

Pedalare rafforza i polmoni

L’uso della bicicletta può avere effetti positivi anche su soggetti che non presentano patologie pregresse, dato che le attività sportive di resistenza allenano la muscolatura polmonare. Inoltre il ritmo della pedalata contribuisce ad una migliore aerazione e ad una più intensa irrorazione sanguigna degli organi  preposti alla respirazione: „Respirando più intensamente si „puliscono“ i polmoni, ottenendo un effetto ottimale dal punto di vista della protezione dal virus“, prosegue Barczok, che è passato all’utilizzo della bicicletta per raggiungere quotidianamente l’Istituto di Pneumologia di Ulm: „E’ proprio per questo motivo che la bicicletta rappresenta un mezzo di trasporto  utilissimo“.

Nel suo studio il dott. Barczok si trova spesso di fronte a pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Spesso si tratta di fumatori, una categoria  esposta ad un rischio particolarmente elevato di contrarre il coronavirus: “Osservando i dati cinesi, vediamo che sono gli uomini, più spesso fumatori e affetti da BPCO, a costituire un gruppo di pazienti particolarmente a rischio”. Secondo questi dati, una volta contratta l’infezione, il tasso di mortalità, normalmente compreso fra l’1% e  l’8%, raggiungerebbe il 58%. L’uso della bicicletta è particolarmente indicato per combattere efficacemente il virus soprattutto ai pazienti affetti da BPCO, dato che, mentre i soggetti sani, in alternativa alla bici,  possono allacciarsi le scarpette da corsa e proteggere i propri polmoni con il jogging, molte altre attività fisiche di resistenza  sarebbero improponibili per chi soffre di patologie pregresse, semplicemente perché troppo impegnative.

Passare alla E-bike

“I pazienti BPCO spesso hanno difficoltà a correre, soprattutto in salita”, sostiene Barczok. In bicicletta, invece, non siamo costretti a trascinare faticosamente il nostro peso, e ciò consente una sollecitazione muscolare regolare e sostenibile, “che permette un utilizzo più  ragionevole dei polmoni”. Per i pazienti a rischio che avessero più difficoltà ad intraprendere un’attività motoria, il consiglio è quindi quello di passare alla pedalata assistita, un modalità per mantenersi in forma senza portare lo sforzo a livelli eccessivi.

Un’affermazione che però gli esperti non si sentono di fare è che  l’uso della bicicletta potrebbe  far scendere il tasso di mortalità  dei malati di Covid-19, in quanto contribuirebbe all’abbattimento  del rischio contagio nei pazienti con patologie pregresse. Il nesso è plausibile-conclude Barczok-ma dovrebbe essere verificato da studi seri.  Secondo la stima di Antes, per i gruppi a rischio ciò che conta è soprattutto la difesa dal contagio, in quanto pedalando si aggira la possibilità del contagio stesso.

https://www.spiegel.de/auto/corona-krise-warum-fahrradfahren-gleich-doppelt-schuetzt-a-46196d09-4aa4-4041-97e3-1fd1ff094c3f

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CORONAVIRUS: INIZIATIVE POSTICIPATE https://www.tuttinbici.org/coronavirus-iniziative-posticipate/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=coronavirus-iniziative-posticipate https://www.tuttinbici.org/coronavirus-iniziative-posticipate/#respond Wed, 11 Mar 2020 20:37:00 +0000 https://www.tuttinbici.org/?p=2505 In seguito all’emergenza sanitaria per l’epidemia di Covid-19 (cd. Coronavirus), riteniamo che – anche per senso civico e di responsabilità – ciascuno di noi debba fare la propria parte per prevenire e rallentare la diffusione del contagio. Pertanto, in adempimento di quanto prescritto dal Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri emanato l’8 marzo 2020, tutte […]

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In seguito all’emergenza sanitaria per l’epidemia di Covid-19 (cd. Coronavirus), riteniamo che – anche per senso civico e di responsabilità – ciascuno di noi debba fare la propria parte per prevenire e rallentare la diffusione del contagio.

Pertanto, in adempimento di quanto prescritto dal Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri emanato l’8 marzo 2020, tutte le attività sociali e cicloturistiche previste fino al prossimo 3 aprile sono annullate.

Appena la situazione lo consentirà, per quanto possibile, recupereremo le iniziative.

Vi invitiamo quindi a seguirci sul sito e su Facebook, per restare aggiornati sulle nuove date degli eventi e iniziative che abbiamo dovuto rimandare.

Per qualsiasi richiesta o necessità potete contattarci via mail: info@tuttinbici.org

Fiab Reggio Emilia Tuttinbici invita i propri soci ad adottare anche individualmente comportamenti responsabili, seguendo tutte le misure di precauzione richieste dalle Autorità per contrastare la diffusione del contagio.

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/08/20A01522/sg

http://www.governo.it/it/articolo/firmato-il-dpcm-9-marzo-2020/14276#

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Le bici cargo dalla Danimarca a Reggio https://www.tuttinbici.org/le-bici-cargo-dalla-danimarca-a-reggio/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=le-bici-cargo-dalla-danimarca-a-reggio https://www.tuttinbici.org/le-bici-cargo-dalla-danimarca-a-reggio/#comments Tue, 10 Mar 2020 23:34:19 +0000 https://www.tuttinbici.org/?p=2530 Nell’estate 2018 abbiamo trascorso una settimana in Danimarca ed abbiamo visitato in bicicletta Copenaghen e dintorni per capire qualcosa di più sulla ciclabilità danese. E non a caso appena rientrati in Italia abbiamo subito comprato una cargo bike! Sì, perché tra le prime cose che si notano a Copenaghen ci sono questi mezzi, a due […]

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Nell’estate 2018 abbiamo trascorso una settimana in Danimarca ed abbiamo visitato in bicicletta Copenaghen e dintorni per capire qualcosa di più sulla ciclabilità danese. E non a caso appena rientrati in Italia abbiamo subito comprato una cargo bike! Sì, perché tra le prime cose che si notano a Copenaghen ci sono questi mezzi, a due o più ruote, diffusissimi, utilizzati per trasportare non solo cose, ad esempio la spesa od oggetti ingombranti, ma abitualmente anche i figli o gli animali. Un’ampia gamma di soluzioni (cassone anteriore, sedili per bambini, coperture in plexiglass o telonati…) adatte a tutti: trasporto merci (corrieri espresso, attività commerciali…) e privati. E naturalmente circolano con ogni condizione meteo, adeguatamente attrezzati.

In Italia questi mezzi cominciano a diffondersi, anche se un pò timidamente, ma ancora quasi esclusivamente per la logistica urbana, mentre i privati ancora sembrano non interessarsi: la cultura autocentrica è ancora troppo radicata e risulta difficile ai più pensare di sostituire l’auto con uno di questi fantastici mezzi. Avremo l’occasione di approfondire l’argomento con Linda Maggiori (blogger e scrittrice impegnata per l’ambiente) che abbiamo invitato il 6 aprile presso il Centro Sociale Orologio ore 21 a Reggio a presentare “Vivo senz’auto”, il suo ultimo libro, pieno di consigli, testimonianze ed esempi concreti per ripensare la nostra vita, la città e il modo in cui ci muoviamo.

Sicuramente, anche in una città come Reggio la cargo bike presenta tantissimi vantaggi nella logistica urbana ed è l’ideale per le piccole consegne in centro storico: costo sensibilmente inferiore rispetto ai furgoni commerciali, libero accesso ad aree pedonali e ZTL, libera circolazione anche in caso di limitazioni del traffico, agilità e velocità di spostamento nel traffico cittadino, possibilità di personalizzare il cassone a fini pubblicitari; non inquina, non fa rumore e… genera simpatia tra la gente che lo vede sfrecciare nelle strade del centro.        

Non a caso il PUMS in approvazione riconosce alla bici cargo un ruolo importante per la logistica urbana stimando che la ciclologistica possa coprire tra il 40 e il 50% dei viaggi attuali: consegna di documenti, ma anche il trasporto dei beni propri e in particolare degli acquisti, una serie di servizi quali la pulizia e la piccola manutenzione di strade e giardini, il commercio di strada, i servizi di polizia, i servizi postali,…

Nonostante limiti e problemi non manchino, ci attendiamo quindi che nei prossimi anni le cargo bike saranno ancora più competitive rispetto ai furgoni commerciali e che le vedremo quindi sempre più numerose sulle nostre strade.

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Fai vedere la tua bici! https://www.tuttinbici.org/fai-vedere-la-tua-bici/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=fai-vedere-la-tua-bici https://www.tuttinbici.org/fai-vedere-la-tua-bici/#respond Sun, 09 Feb 2020 14:52:11 +0000 https://www.tuttinbici.org/?p=2322 Quanti ciclisti circolano senza luci a Reggio? Secondo il monitoraggio effettuato lo scorso dicembre da FIAB-Tuttinbici sono il 62%. Non stanno meglio i nostri vicini, a Parma intorno al 70%. A Modena la polizia municipale a settembre ha fatto una campagna con multe da 26 euro agli indisciplinati, ma anche kit luci in regalo. Di […]

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Quanti ciclisti circolano senza luci a Reggio? Secondo il monitoraggio effettuato lo scorso dicembre da FIAB-Tuttinbici sono il 62%. Non stanno meglio i nostri vicini, a Parma intorno al 70%. A Modena la polizia municipale a settembre ha fatto una campagna con multe da 26 euro agli indisciplinati, ma anche kit luci in regalo. Di questo si è parlato al recente incontro pubblico organizzato da FIAB-Tuttinbici su “Visibilità e sicurezza in bicicletta”, durante il quale sono interventuti il Dr. Paolo Cigarini, Commissario Superiore della Polizia Locale di Reggio, e la Dott.ssa Manuela Bellelli, psicologa ed esperta di psicologia del traffico.

Secondo autorevoli studi, i ciclisti sovrastimano la propria visibilità e sottostimano i benefici degli ausili retroriflettenti, soprattutto sulle articolazioni, il cui movimento ne amplifica la visibilità.

Sono stati poi suggeriti numerosi consigli pratici: cercare il contatto visivo con l’automobilista; evitare la “zona cieca” dei mezzi, e tanti altri ancora. L’iniziativa avrà un seguito con il coinvolgimento dei meccanici per biciclette, ai quali è stato consegnata una locandina con lo slogan “Fai vedere la tua bici!” ed è stato chiesto di sensibilizzare i clienti a mettere in regola il proprio mezzo. La bicicletta infatti deve rispettare le regole. Ma allo stesso modo le spettano i medesimi diritti degli altri mezzi, oltre che strade sicure e rispettose degli utenti più deboli.

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Meno furti per le bici con la targhetta Easytag https://www.tuttinbici.org/meno-furti-per-le-bici-con-la-targhetta-easytag/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=meno-furti-per-le-bici-con-la-targhetta-easytag https://www.tuttinbici.org/meno-furti-per-le-bici-con-la-targhetta-easytag/#respond Tue, 14 Jan 2020 00:04:48 +0000 https://www.tuttinbici.org/?p=2194 Ogni anno in Italia vengono rubate circa 320mila biciclette e il timore del furto, subito dopo la paura di essere investiti, è il maggiore deterrente all’uso della bicicletta. Non c’è quindi soluzione né difesa a questo problema? E’ appurato che le bici “anonime” (non registrate in alcun registro nazionale) e con antifurti economici sono di […]

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Ogni anno in Italia vengono rubate circa 320mila biciclette e il timore del furto, subito dopo la paura di essere investiti, è il maggiore deterrente all’uso della bicicletta.

Non c’è quindi soluzione né difesa a questo problema?

E’ appurato che le bici “anonime” (non registrate in alcun registro nazionale) e con antifurti economici sono di gran lunga quelle più soggette a furti. Ma anche le bici registrate con il solo numero di telaio non ottengono una maggiore protezione. Invece per le biciclette che vengono marchiate con apposita targa (Easytag) ed anche chiuse con un antifurto di livello certificato si riduce sensibilmente il rischio di furto. Con il programma del Registro Italiano Bici (https://beta.easytag.it/), si può abbassare la probabilità del furto dal 16% a meno del 2%: Tuttinbici ha a disposizione degli interessati i kit Easytag Bicisicura (per richiederli: info@tuttinbici.org)

Questo è ciò che ciascuno di noi può fare per proteggere la propria bicicletta.

Le infrastrutture a disposizione dei ciclisti sono poi l’altra arma contro i furti: il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) di Reggio prevede la realizzazione di cinque velopark (ricoveri per biciclette) non gestiti in corrispondenza dei parcheggi scambiatori e di bikebox (ricoveri di piccole dimensioni) in corrispondenza delle principali fermate del trasporto pubblico su gomma, dei principali attrattori di traffico e dei quartieri residenziali. Inoltre, sono indispensabili nuovi stalli per biciclette (modello ad arco o simili) che consentano di assicurare il telaio della bici, non solo la ruota: sono stati annunciati da tempo dal Comune, ed auspichiamo quindi che vengano presto installati, oltre ai modello posizionati in via Fornaciari e in Piazza del Cristo.

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I monopattini elettrici a Reggio https://www.tuttinbici.org/i-monopattini-elettrici-a-reggio/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=i-monopattini-elettrici-a-reggio https://www.tuttinbici.org/i-monopattini-elettrici-a-reggio/#respond Mon, 13 Jan 2020 22:54:29 +0000 https://www.tuttinbici.org/?p=2174 L’anno nuovo si apre con una novità importante sulle nostre strade: da quest’anno i monopattini elettrici si possono usare liberamente. La legge di bilancio li equipara infatti alle biciclette. Chi utilizza questi mezzi condivide con i ciclisti l’obiettivo di togliere spazio alle auto per restituirlo alle persone e di rendere le città più vivibili. Anche […]

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L’anno nuovo si apre con una novità importante sulle nostre strade: da quest’anno i monopattini elettrici si possono usare liberamente. La legge di bilancio li equipara infatti alle biciclette. Chi utilizza questi mezzi condivide con i ciclisti l’obiettivo di togliere spazio alle auto per restituirlo alle persone e di rendere le città più vivibili. Anche il monopattino rientra nell’ambito della mobilità sostenibile, anche se privo di prerogative importanti, proprie della bicicletta, come i grandi benefici sulla salute derivanti dall’attività fisica (contrasto a obesità e patologie conseguenti alla sedentarietà) e la funzione di educazione alla mobilità attiva: ve lo immaginate un bicibus con i monopattini elettrici? Aumenteranno quindi gli utenti delle infrastrutture ciclabili: ma per evitare confusione e incidenti, diventa ancor più urgente la realizzazione di adeguate piste ciclabili ad uso esclusivo di bici e monopattini. Non è pensabile che pedoni, bici muscolari, bici a pedalata assistita e monopattini, con velocità ed esigenze molto differenti, si affollino su strette ciclopedonali. Le cosiddette superciclabili previste dal PUMS possono offrire a questa situazione una prima risposta, che dovrà essere solo un primo passo per poter dare sicurezza, appeal e dignità alla mobilità sostenibile.    

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